Dicembre non è il mese giusto per i viaggi. L’influenza, la neve, l’antigelo sull’aereo, la fifa. La paura, non il gioco. E così stiamo volando con un’ora di ritardo per un viaggio organizzato a mozzichi, ma carico di aspettative. Come compagna di merenda ho quell’amica che prendo sempre in giro quando mi scrive. E anche quando non mi scrive. Quell’amica che senza pensarci troppo ha detto “andiamo, fai tu”. E allora ho fatto io. Poco, perché il resto l’ha fatto l’Albania. La vita senza internet non è così male, ma fatevelo dire da lei, che almeno in Italia lo usa. La vita senza mappe, invece, meglio lasciarla agli hippie o a Bear Grylls. Il Paese che ci accoglie lascia poco spazio all’immaginazione, perché l’abbiamo già visto nei film. Ma dal vivo è meglio. Il Paese che ci accoglie ha due facce, come sulla sua bandiera, ma un unico cuore gigante. Il cuore di tutte le persone che senza pretese hanno deciso di aiutarci a rendere questo viaggio una delle più inaspettate collezioni di ricordi. Il nostro unico apporto è stata la fiducia. Incondizionata. Così in una fredda settimana di dicembre due ragazze decidono che il passaggio di una famiglia albanese verso le montagne innevate di Theth è più sicuro di una macchina a noleggio senza navigatore. Così in una fredda settimana di dicembre due ragazze decidono di restituire quel passaggio a un anziano signore che comunica solo nella sua lingua. Con noi che usiamo solo la nostra. Questa fredda settimana è stata scaldata da sorrisi gratuiti, cioccolata a pagamento e il fuoco di un camino. Avremmo potuto scegliere una meta circoscritta. Avremmo potuto segnare ogni passo sull’agenda ancor prima di farlo. Avremmo potuto scegliere dal caldo di casa nostra cosa fare a casa di altri. Invece abbiamo scelto un percorso. Senza agenda. Con solo due date segnate sul calendario. La partenza e il rientro.
Dicembre non è il mese giusto per i viaggi, ma è il mese perfetto per vivere.