Bandiere tutte intorno. Per la piazza e addosso. Perché le idee sono come il mantello dei supereroi: servono a rendere credibile il potere. Ci vestiamo di bandiere pensando che basti a rafforzare la nostra idea. Gridiamo in coro come le rondini che si preparano a partire. E le rondini le senti: tutti alzano gli occhi per capire dove vanno. Ma non le seguiamo mai. Perché?

PAUSA

Assuefatti da una luce artificiale, non riconosciamo il suono di uno scherzo. Due bambini ridono aspettando di colpire il bersaglio. Mentre intorno le grida di protesta richiamano alla realtà. Circondata da meraviglia mi accompagna il sottofondo dell’ingiustizia. E di fianco la verità di due bambini ignari, che ancora non hanno riempito gli occhi di stupore. Anche un musicista ha dovuto riporre la sua chitarra, per far risuonare nella piazza il canto della libertà.
Che poi, basta davvero solo chiederla, la libertà? Gridarla tutti in coro, per averla? Forse sì.
Come quando coi tuoi fratelli chiedevi a mamma e papà di andare alla festa. E da sola non ti ci avrebbero mai mandato. Ma insieme…insieme sì. Insieme eravate protetti. E allora insieme si può andare alla festa. Alla festa della Libertà.

PAUSA

Danno il microfono a un bambino, che chiede la libertà pure lui. Ma è davvero giusto lasciare una richiesta così grande a un’anima ancora così piccola? Come farle contenere tutta la potenza delle sue parole senza che ne venga spazzata via?

PAUSA

Le rondini se ne fregano della protesta dell’uomo. Chiedono solo di spostarsi dove il sole può farle rinascere. E così vanno. E noi alziamo gli occhi per capire dove vanno. Ma non le seguiamo mai. Perché?