Massima espressione della vita.
Che però forse male interpretiamo.
Ci pensate mai che il momento della salita, metafora di fatica e sacrifici, è in realtà il momento in cui siamo meno presenti?
In palpitante attesa della cima, che ci riporterà giù a velocità folle.
Con un grido.
Che quel grido sia solo espressione di liberazione?
Non paura della discesa, ma eccitazione per la corsa.
E alla fine alla salita manco ci pensiamo più.
Presi come siamo a restare attaccati al vagoncino. Che è poi la vita.
E ci avete fatto caso che c’è sempre un posto accanto a noi?
Le montagne russe vanno affrontate almeno in due.
A condividere l’attesa della cima, la corsa, le grida e il mal di pancia per le curve.
Soprattutto il mal di pancia per le curve.